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POLLICINO POP – TEATRO INVITO

L’ultimo appuntamento del festival sarà con uno spettacolo per bambini della compagnia Teatro Invito, terza tappa di una trilogia delle fiabe classiche a cui il regista e drammaturgo Luca Radaelli da la sua personale rivisitazione innovativa ed originale.

Sabato 26 giugno – ore 19:00 SERATA KIDS

Parco Imagine Casalgrande

POLLICINO POP

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Con Giusi Vassena, Davide Scaccianoce e Gabriele Vollaro,

Scenografie Graziano Venturuzzo,

con la collaborazione di Giorgio Rizzi

Testo e regia Luca Radaelli

Produzione Teatro Invito

LO SPETTACOLO

“Essere la moglie di un orco non è facile. Non è mai contento, ha veramente un pessimo carattere e per di più è assolutamente insaziabile. Tutte le sere, tornando a casa, si lamenta per la cena, non ne ha mai abbastanza. E poi mi tocca pulire i suoi stivali (chissà dove andrà a cacciarsi per riempirli così di fango?), e quando alla fine brontolando se ne va a letto, russa come un battaglione di Ussari.

Però, in fin dei conti, è un ottimo marito, non fosse per il fatto che è ghiotto di bambini.

Insomma la nostra vita coniugale continuava nel solito noioso tran tran, finché una sera si presentò alla porta quel piccoletto. Lui e i suoi sei fratelli ci hanno messo tutto a soqquadro…”

Nuova tappa nell’approccio personale ai classici per l’infanzia, il Pollicino di Teatro Invito si muove sul filo delle emozioni: le paure suscitate dalla fiaba (essere abbandonati, essere divorati…) vengono bilanciate da una messinscena all’insegna dell’ironia, del gioco teatrale, della musicalità.

NOTE DI REGIA

Pollicino pop nasce come terza tappa di una trilogia, dopo Cappuccetto Blues e Cenerentola Folk. L’intento comune alle tre produzioni è dare al repertorio classico della fiaba una rivisitazione drammaturgica originale e innovativa, basata sull’ironia scanzonata che ne esorcizza, senza però eliminarle, le parti paurose e conflittuali.

Nel caso di Pollicino, diventa centrale la figura della moglie dell’Orco, sferzante nei confronti di un marito avido, disordinato, un po’ tonto, ma vitalissimo e temibile, e protettiva verso Pollicino, figura rassicurante nella quale si identificano i piccoli spettatori.

In un gioco di teatro nel teatro un po’ brechtiano, i tre personaggi si presentano all’inizio e al termine dello spettacolo come una famiglia di teatranti, entrando e uscendo dal personaggio anche durante la rappresentazione. Questo consente di giocare su due piani – distinti ma intrecciati – di fruizione da parte del pubblico degli adulti e dei bambini (si veda a proposito la recensione allegata), nonché di inserire uno spunto di riflessione finale sulla tematica ambientale. Collocazione ideale dello spettacolo sono le Rassegne per famiglie o tout public, ma c’è sicuramente materiale anche per un’utile fruizione scolastica.

I tre attori sono stati scelti per il phisique du rôle (Scaccianoce è alto e robusto e Vollaro piccolo e minuto) ma anche perché simbolicamente rappresentano tre generazioni successive di attori/attrici di Teatro Invito: cinquantenne, trentenne e ventenne.

Oltre a recitare gli attori suonano, cantano, animano pupazzi e mettono in scena microcoreografie studiate appositamente, in tempo di Covid, perché in tutte le scene essi mantengano sempre la fatidica distanza di un metro.

Testo e canzoni originali sono stati composti da Luca Radaelli.

Le canzoni, armonizzate a più voci, con la collaborazione del M° Maurizio Aliffi, verranno raccolte in un CD, in distribuzione al termine delle recite.

In scena vengono suonate chitarra, kazoo, mandolino, percussioni.

Scenografia e luci sono state realizzate con la collaborazione di Graziano Venturuzzo.

Pupazzi e oggetti di scena sono a cura di Giorgio Rizzi (Compagnia C’è un asino che vola)

Per ovviare al blocco dei teatri verrà realizzata da gennaio una versione dello spettacolo da remoto.