Pages Menu
TwitterFacebookInstagram
Categories Menu
Il teatro: una necessità educativa

Il teatro: una necessità educativa

 

“El cerebro que actúa es un cerebro que comprende.”
Giacomo Rizzolatti

E’ così che comincia un interessante articolo di Jesús C. Guillén dal titolo “El teatro: una necesidad educativa.”. Vi riportiamo parte della traduzione italiana redatta da Paolo Mai, del blog Asilo nel Bosco. Si tratta di una lettura scorrevole e interessante che, finalmente, pone la giusta attenzione sull’arte teatrale come strumento educativo.

 


« Non possiamo negare che le diverse varietà artistiche siano radicate nello sviluppo dell’essere umano sin dalla nascita: come impara il bambino se non disegnando, cantando, ballando, correndo o giocando? – e ciò costituisce una necessaria ricompensa per l’apprendimento del cervello – chi non è mai stato emozionato ad ascoltare musica, guardare un film o leggere una poesia? E oltre al  loro impatto, in generale, sulla memoria, sulle emozioni o sulla creatività, le arti ci consentono di acquisire una serie di competenze e routine mentali essenziali per l’apprendimento di qualsiasi contenuto curricolare e che sono in linea con la natura sociale del essere umano Perché siamo programmati, dalla nascita, per interagire con altre persone e apprendere attraverso il potente meccanismo di imitazione.

Fantastici neuroni specchio! E sulla scoperta di questi neuroni specchio, il famoso regista Peter Brook, ha commentato che la neuroscienza stava cominciando a capire ciò che il teatro aveva sempre saputo: “il lavoro dell’attore sarebbe inutile se non potesse, al di là delle barriere linguistiche o culturale, condividono i suoni e i movimenti del proprio corpo con gli spettatori, rendendoli così parte di un evento che dovrebbero contribuire a creare ” (Rizzolatti e Sinigaglia, 2006).

In un’indagine in cui J. Catterall (2002) ha analizzato gli studi condotti sugli effetti del teatro negli ambienti scolastici, ha identificato molti benefici, alcuni dei quali direttamente correlati alle materie curricolari e altri, i più importanti con lo sviluppo integrale della persona stessa. I più rappresentativi sono i seguenti:
• trasforma concetti astratti in concetti concreti;
• indirizzare il contenuto nel curriculum da una prospettiva più attraente;
• migliora il tuo vocabolario;
• porta l’apprendimento nel mondo reale;
• permette agli studenti di riflettere su ciò che fanno e di confrontare le loro opinioni con quelle degli altri;
• promuovere la tolleranza e il rispetto per gli altri;
• migliora il tuo autocontrollo e l’autostima;
• fornisce un sentimento di libertà accompagnato da responsabilità;

La nostra esperienza personale ci consente di identificare una serie di fattori che, a priori, crediamo che il teatro possa migliorare e che possiamo integrare negli elementi di base che caratterizzano la neuroeducazione:
• plasticità cerebrale: se il nostro cervello modifica continuamente la sua struttura e funzionalità come risultato della sua attività, non possiamo etichettare gli studenti. Molti di loro hanno trovato a teatro una valvola di scarico che ha permesso il miglioramento del loro concetto di sé.
• emozioni: gli studenti in teatro sono generalmente più motivati ​​rispetto alle lezioni tradizionali a causa della loro partecipazione ad attività esperienziali. La condivisione con altri colleghi consente loro di controllarsi, migliorare la comunicazione e entrare maggiormente in empatia.
• attenzione: ricreazioni teatrali consentono di ottimizzare le diverse reti attenzionali (allerta, orientativa ed esecutiva). Molto importante è il caso dell’attenzione del dirigente, perché lo studente deve attendere il proprio turno specifico per partecipare al processo. E sappiamo anche che i deficit di attenzione possono essere migliorati con l’esercizio.
• memoria: la pratica continua nello studio di sceneggiature teatrali suggerisce che gli studenti possono migliorare un certo tipo di memoria. Esercizio: a teatro c’è l’apprendimento attivo attraverso il movimento e sappiamo già che questo è molto benefico per il cervello. Inoltre, l’uso dei gesti corporei nella comunicazione non verbale può avere un impatto positivo sull’apprendimento (cognizione incarnata).
• gioco: la sfida associata al gioco e il feedback fornito durante il gioco, due dei suoi elementi fondamentali, facilitano l’apprendimento e si verificano anche a teatro. Quando gli studenti partecipano allo spettacolo, sentono di suonare.
• creatività: gli studenti, come conseguenza della loro educazione teatrale, collegano l’apprendimento al mondo reale e acquisiscono un aspetto nuovo, più ampio e più profondo che ha un impatto diretto sullo sviluppo della loro creatività.
• cooperazione: il teatro consente di acquisire una serie di competenze emotive essenziali per la cooperazione e in linea con la natura sociale dell’essere umano.

Sfortunatamente, mentre gli studenti passano attraverso le fasi educative, entrano nel mondo delle materie create dagli adulti, visibilmente gerarchiche, spesso decontestualizzate e lontane dal mondo reale. Tuttavia, uno dei grandi insegnamenti della neuroscienza è che le emozioni sono essenziali per un apprendimento efficace. Quando le porte e le finestre della classe si aprono alla realtà, è più facile trovare la motivazione necessaria per l’apprendimento. E la realtà umana, dalla nascita, è che abbiamo bisogno di interazione con altri cervelli. Qualcosa che accade nel teatro, uno spazio d’azione condiviso in cui il sistema neuronale specchio spettatore viene attivato osservando le azioni degli attori con intenzioni specifiche che rendono lo spettacolo un vero cervello condiviso. Per questo, e molto altro, il teatro è una necessità educativa.  »


Traduzione articolo di Paolo Mai: clicca qui.
Articolo originale in spagnolo di Jesús C. Guillén: clicca qui.

90

Post a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>