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Tutto l'interesse dell'arte è nel principio.
Dopo il principio è già la fine.
(Picasso)
 
 

CHI SIAMO

 
 
TEATRO
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- durata: 70 minuti circa
- debutto: 3 maggio 2007 al Teatro Fabrizio De Andrè di Casalgrande (RE) all’interno del Festival Status Quo e nella riedizione 31 marzo 2008 al Teatro San Martino di Bologna.

PREMESSA

Difficilmente la gente si accorge degli avvenimenti mentre essi accadono; solitamente se ne accorge dopo, quando un processo già in atto da tempo palesa le sue conseguenze. Il mondo negli ultimi anni è cambiato molto, e queste trasformazioni certamente non sono state casuali. Rappresentano probabilmente la fine di un processo in atto, o forse il segnale che da questo momento in poi il mondo va guardato da una prospettiva differente.
Il mondo (e la Storia) cui si fa riferimento è quello della borghesia, classe dominante degli ultimi secoli.
E' difficile per i processi storici stabilire una data di inizio ed una data di fine; si possono però utilizzare date simboliche. Se la Rivoluzione Francese del 1789 è stata la rivoluzione della borghesia, gli eventi dell'11 settembre 2001 hanno contribuito a mutare il corso di questa classe che, grazie ad un'incredibile forza egemonizzatrice, ha saputo affascinare e coinvolgere le altre classi finendo col predominare il tessuto sociale.
La borghesia che resiste alle ceneri dell'11 settembre è però una borghesia nuova, diversa da quella che si è propagata fino ad oggi. Il mondo, il mondo occidentale, si trova a dover considerare elementi inaspettati: l'allargamento del mercato globale, le emergenti potenze asiatiche, le nuove tecnologie, il terrorismo, lo scontro fra occidente e oriente, la mancanza di risorse disponibili. Tutti elementi che hanno avuto un grande sviluppo negli ultimi dieci anni ed appartengono alla nuova Storia.
E quando una nuova Storia nasce, ecco che diviene possibile raccontare quella appena conclusa.

LO SPETTACOLO

Il personaggio che si racconta nell'opera è un uomo che non ha avuto bisogno di niente e di nessuno, che tutto ciò che possiede se lo è guadagnato grazie a meriti propri. Sa che tutto si può ottenere, ogni problema può essere risolto, ed è piena la fiducia che ha nella scienza, nel progresso, nell'uomo. Costruisce e distrugge il suo mondo, crea quel che gli serve per poi farne ciò che vuole.
Si tratta però di un modo di sentire che non ha a che fare con l'etica, quanto piuttosto con la presuntuosa convinzione di essere inserito all'interno di una straordinaria e positiva forza che per giustizia meritocratica si è messa alla guida della società.
In questo contesto di esaltazione delle abilità individuali e di estrema fiducia nei propri mezzi, il protagonista ha come unica paura gli aspetti della vita maggiormente irrazionali, che per loro stessa natura sono destinati a rimanere incontrollabili. Elementi sia personali come la salute, sia globali come l'indefinibile futuro che all'ombra degli attentati dell'11 settembre si presenta ancora quanto mai imprevedibile, e potrebbe comportare mutamenti in grado di sconvolgere la vita di chiunque. Il successo personale si ritrova così fortemente legato a una irrefrenabile ansia di controllo totale: personale, familiare, economico, sociale. E' in questo aspro scontro per il definitivo controllo della propria vita che si fanno largo episodi imprevedibili che mettono a repentaglio le fondamenta da cui Umberto è partito per spingere sempre più avanti la sua condotta.
Uno spettacolo immaginario che tira dentro e spinge fuori lo spettatore, lo mette di fronte alle sue verità...(o a verità accettate passivamente?) Che mette la realtà in discussione fondendola con la fantasia, il desiderio, l'impossibile (forse più vicino di quanto pensiamo?).

NOTE DI REGIA

La scenografia rappresenta il suo mondo, quello di Umberto, a portata di mano, modificabile, smontabile, ricostruibile. Tutto lo spettacolo verrà inscenato nel medesimo ambiente ma ad ogni evenienza i pezzi della scenografia saranno usati per costruire letto, tavolo, poltrona fino a che il sistema utilizzato fino a quel momento diverrà, per una causa ben determinata, incontrollabile e tutto sarà diverso.
In scena sarà presente un unico attore, Enrico Lombardi.
Il pubblico entrerà in una sola volta e sarà accompagnata da un intro musicale, in questo modo si mira a creare un suggestivo effetto, attraverso il quale il pubblico percepirà la sensazione di entrare in un luogo in cui l'azione è già in corso di svolgimento – o sta per svolgersi – indipendentemente dalla presenza di un pubblico.

 

ALLESTIMENTO SCENOGRAFICO ED ESIGENZE TECNICHE

Lo spazio scenico dello spettacolo è studiato in modo da potersi adattare ad ambienti diversi dal palcoscenico teatrale. Questo significa che ha la possibilità di essere rappresentato anche all'aperto o in luoghi diversi dal teatro (locali, spazi all'aperto, scuole…). Non necessità né di palcoscenico rialzato, né di quinte. Importante per la realizzazione almeno un parco luci con una dozzina di elementi, gelatine di vari colori e supporto audio (nel caso di spettacolo all'aperto, anche di impianto di amplificazione sonora). E' pertanto necessaria un'attrezzatura tecnica di base (audio/luci) con lettore cd.
Qualora non fosse disponibile tale supporto, la compagnia provvederà ad un proprio personale tecnico con l'aggiunta, al costo della serata, del service.

 

 

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VIDEO INTEGRALE: dvd in allegato o su richiesta Il materiale segnalato riguarda la vecchi versione dello spettacolo, il materiale fotografico e video integrale della versione 2008 sono già disponibili ma non in rete ed è possibile inviare le foto via mail e il video per posta.

 
     
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