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MUNUSCOLO – MATTEO CARNEVALI, ALESSANDRA CROTTI

Il quarto appuntamento di Aria Aperta Teatro Festival sarò Munuscolo, uno  spettacolo di Matteo Carnevali e Alessandra Crotti

Munuscolo è un viaggio all’interno di se stessi alla ricerca dell’essenziale, cercando di togliere tutto ciò che è superfluo ma apprezzando la verità e la poesia dello “stare vicini”.

“Un viaggio semplice, dentro la relazione autentica tra due individui”

Martedì 22 giugno – ore 21:30

Castello di Casalgrande

MUNUSCOLO

Munuscolo_1

di e con Matteo Carnevali e Alessandra Crotti

Con lo sguardo esterno di Francesca Bianchi

LO SPETTACOLO

“Munuscolo” è un piccolo regalo di poco costo ma di grande valore.

Una parola strana, ormai inutilizzata. Come è strana e surreale questa storia. Due umanità si incontrano, senza pronunciare parole ma cercando di dirsi tantissime cose. Si avvicinano, si cercano, si scontrano e si allontanano. Cercano assieme qualcosa. Un viaggio semplice, dentro la relazione autentica tra due individui. Cercando di togliere tutto quello che è superfluo per arrivare a trovare l’essenziale, ovvero la verità e, se possibile, la poesia dello “stare vicini”.

Alessandra Crotti e Matteo Carnevali da anni seguono, parallelamente alla loro attività nel teatro, una assidua ricerca artistica e formativa.

Partendo da una feconda esperienza con due importanti figure di riferimento nel lavoro sul Clown (Andrè Casaca e Andrea Menozzi) hanno deciso di sviluppare insieme un lavoro sul teatro fisico che predilige l’espressività corporea a quella verbale.

Le parole d’ordine che hanno delineato il lavoro sono state “essenzialità, verità, relazione e azione”.

“Abbiamo preso un uomo e una donna, abbiamo cercato di togliere tutto quello che in quel momento non ci sembrava necessario, abbiamo tolto parole, ruoli, abbiamo tolto tutto quello che potevamo togliere. Abbiamo lasciato una manciata di oggetti e abbiamo iniziato ad agire. In modo autentico e spontaneo, giocando con le nostre imperfezioni. Creando problemi senza trovare risposte. Sostando nell’incertezza. Meravigliandosi di quello che accadeva. Cercando il clown dentro noi stessi, costantemente sospesi in una dimensione leggera, dinamica e giocosa”