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Scheda Artistica

 

UNA LACRIMA DI VOV

liberamente ispirato a “L’Atlante dell’Invisibile” di Alessandro Barbaglia

scritto e diretto da Enrico Lombardi

con Elisabetta Raimondi Lucchetti, Giuseppe Attanasio, Federico Raffaelli

scene Rewik Grossi

organizzazione Alberta Froldi

 

bicicletta lacrima

 

TERESA – Poi c’era la radio. E dentro la radio, per la prima volta da anni, nessun bollettino, nessun aggiornamento dal fronte, nessuna notizia da Londra, nessuna decisione irrevocabile

ELIO – Per la prima volta, dopo tanto, dentro la radio c’era la vita. C’era la gara delle bici! La prima da quando tutto era tornato normale, per la prima volta dalla fine della guerra: la radio era piena di bici, la radio era piena di vita.

La storia ha inizio al Bar Sport di Barlassina, nel 1946, dove tutto il paese si è riunito per ascoltare la radiocronaca di una Milano-Sanremo davvero speciale, la prima dopo la guerra, quella in cui Fausto Coppi arriva al traguardo con 15 minuti di distanza sugli altri, costringendo il telecronista a dire la frase che è entrata nella storia dello sport: “In attesa del secondo trasmettiamo musica da ballo”. E’ in questa attesa danzante che Elio e Teresa si conosceranno. Così nasce la loro storia d’amore, che durerà tutta una vita trascorsa insieme a costruire e dipingere mappamondi.

ELIO – Basta che metti insieme due cose che insieme non sono mai state e il mondo cambia.

TERESA – Su i tuoi mappamondi, forse…

Elio vuole creare i suoi mappamondi, vuole poter cambiare le cose, partendo dall’idea di poterlo fare, vuole creare luoghi invisibili. Invece Teresa vuole conoscere il mondo in tutti i suoi dettagli per poter saper sempre dove stare e vedere il più possibile.

Gli anni passano tra furiosi litigi, passionali rappacificazioni e un caffè amaro con una lacrima di Vov. Elio e Teresa invecchiano e nella loro vita entra Bic, un venditore di rose cingalese, il primo extracomunitario del paese. Un amante della poesia con un chiaro e concreto obiettivo nella vita tanto da averne fatto un motto: “Vita è giusta con chi ha progetto”. Tra i tre c’è subito sintonia e si crea una bella amicizia.

BIC - Ma con Elio e Teresa è stato diverso, fin dalla prima volta che ci siamo incontrati. Con loro mi sono sentito sempre un pò a casa, sapevano ogni cosa della mia terra: confini, nomi delle città, monti e fiumi.

E poi? E poi Elio muore. Rabbia, tristezza e smarrimento prendono il sopravvento in Teresa, per questo c’è bisogno di andare fuori dagli schemi per rimettere insieme i pezzi, così nasce l’ultima avventura che Teresa affronterà insieme a Bic per poter andare oltre e comprendere che le cose infinite non finiscono, svaniscono magari, ma non possono finire. E se diventano invisibili, basta chiudere gli occhi e le trovi tutte lì. Le cose infinite continuano, in tutte le cose invisibili di cui siamo parte.

ELIO – Perchè se la vedi anche solo per un attimo una cosa che prima non c’era, se la immagini un istante, allora in qualche modo poi lei esiste. Per sempre!
Uno spettacolo a tratti divertente, a tratti commovente che riesce ad esplorare con leggerezza forti tematiche come l’emarginazione, la solitudine e la morte.

Una regia che mira a ritornare ad un linguaggio teatrale essenziale ma sostanziale. Una scenografia sospesa nel tempo che si fa narrazione. Un racconto potente che tocca profondamente tutti perché in qualche maniera tutti siamo o siamo stati Elio, Teresa o Bic.

Durata spettacolo 85 minuti

Scarica la SCHEDA ARTISTICA


INFO&PRENOTAZIONI
Alberta 388 8168232 | comunicazione@quintaparete.org