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SIGNORINA LEI É UN MASCHIO O UNA FEMMINA?

 

di

Gloria Giacopini e Giulietta Vacis

con

Gloria Giacopini

 Signorina2

“Essere donna non è facile. Specialmente quando non se ne accorge, che sei una donna”

 

COS’É SIGNORINA?

Signorina Lei è un Maschio o una Femmina nasce in seguito alla richiesta di un pezzo leggero, comico, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, nel 2018.

Siamo partite con le migliori intenzioni: cercare di affrontare questo tema, libere da stereotipi e cliché, e riuscire a renderlo fruibile strappando un sorriso invece di una lacrima.

Dopo poco però, abbiamo iniziato a pensare alle parole che usiamo per esprimere questo concetto e al perché: perché di fronte a esigenze basilari come la parità salariale, la non violenza, i diritti sociali, le tutele fisiologiche, siamo o femmine o maschi?

Qual’é il momento in cui smettiamo di essere tutti bambini, piccoli umani iper-tutelati, per diventare o un maschio o una femmina? Perché esiste una Questione Femminile, e non un problema di scarsa educazione? Di scarsa libertà? Di lenta evoluzione sociale?

Allora ci siamo chieste: come succede? E di chi sono le responsabilità? Signorina, Lei è un Maschio o una Femmina? è un monologo comico al femminile che che non ha paura di usare la risata per accompagnare il pubblico verso un ragionare più profondo rispetto alle questioni di genere: se da bambina ti insegnano che ti deve piacere il rosa perché sei una femmina, ma a te piace il blu, significa qualcosa?

E se ti avevano detto che le femmine hanno la voce fatata ma tu quando parli sembri il Gabibbo, cosa succede?

Il mondo degli adulti va in tilt, la generazione che ti ha messo al mondo e cresciuto, ti rifiuta senza preavviso, e anche tu finisci per non riconoscerti più.

Ecco allora la sottile, irriconoscibile, violenza che si insinua già tra i banchi dell’asilo, dove l’accidentale dimenticanza del grembiulino rosa può bastare a mettere in crisi un’intera identità.

Figuriamoci se è addirittura tua madre a suggerirti, alla domanda “Come ti chiami?”, di rispondere Marco perché con la tua voce dire Gloria sembra uno scherzo. Non ci sarà da stupirsi allora se la tua compagna di banco delle elementari vorrà far di te il suo fidanzatino.

Se poi non sarà possibile persuaderla del contrario, saremo di fronte ad un caso di violenza di una donna su un uomo? O forse su una donna creduta uomo? Ma…esiste?!

Signorina si interroga sui modi e sul linguaggio che, non appartenendo più alle nuove generazioni, quando non viene aggiornato, crea violenza e ci fa dimenticare l’individuo, riducendo, invece di ampliare, la visuale sul concetto

di identità.

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