A (S)ragionar di guerra
Giovedì 30 luglio – CENTRO GIOVANI – Maranello (MO)
ore 21.15
Crediti
compagnia (s)legati
Di e con MAttia Fabris e Jacopo Bicocchi.
Scene di Graziella Pepe.
Presentazione
Era il 2018 quando abbiamo cominciato a lavorare su “A (S)ragionar di
guerra”. L’anno del centenario della fine della prima guerra mondiale. Una
guerra che ci siamo ormai dimenticati, passata in cavalleria, quasi fosse una
cosa ormai da museo, quasi non avesse più nulla da dirci. Con un sapore di
archeologia più che di storia.
In realtà, dopo aver visionato e letto svariati materiali sulla prima guerra
mondiale siamo rimasti così colpiti, direi quasi turbati, da quei racconti e da
quelle testimonianze che abbiamo capito che quella guerra, così diversa per
modalità tempi e forme dalle guerre attuali, ci può insegnare ancora molto
sulla natura dell’uomo, la natura della politica, sul male…e sul bene.
Ma non ci siamo fermati lì. Lo studio e il contatto con la materia della prima
guerra mondiale ci ha portato, in modo imprevedibile, ma in effetti più che
logico, a ragionare sulla guerra in generale. Ad accorgerci che le guerre, tutte,
sono composte dagli stessi ingredienti. Che sebbene le modalità e le forme
della violenza cambino con il procedere delle epoche, dell’evoluzione
tecnologica, della forma geopolitica del mondo, in realtà i vissuti, le
conseguenze sull’animo umano e le “storie” delle persone che hanno vissuto
una guerra non sono poi così diverse. Come dire: la guerra, per quanto terribile, violenta e dolorosa sia, forse proprio per questo, parla dell’uomo,
della sua natura più intima, svelandone alcune verità profonde valide in ogni
epoca storica, contesto sociale e appartenenza politica.
Da questa intuizione semplice, quasi banale, nasce “a (S)ragionar di guerra”.
Un percorso che, a partire dalla prima mondiale, giunge fino alla
testimonianza del pilota di droni statunitense che, seduto davanti al monitor
della sua postazione in Texas, controlla velivoli adibiti all’attacco aereo in
Afganistan…dall’altra parte del globo. Il tutto passando attraverso le parole
di Emilio Lussu, Remark, Gino strada, Rodari, Gaber, Bruce Springsteen,
Foster Wallace ed altri. Un piccolo viaggio dentro al tema della guerra…e, per
differenza o conseguenza, anche della pace!
Ecco: la pace.
Forse, in definitiva, “a (S)ragionar di guerra non è altro che un modo per dire
un po’ a bassa voce, un po’ urlandolo, il nostro NO alla guerra. Semplice,
quasi banale. Ma noi, nel nostro piccolo, crediamo che per non dimenticarlo
serva ribadirlo.
In caso di pioggia lo spettacolo andrà in scena presso l’Auditorium E. Ferrari di Maranello
